Giu

Non date il Salame ai Corvi

Ogni donna ha il suo profumo
ogni uomo ha il suo dolore
la trovai un po’ per caso	
quando non cercavo niente
non ricordo più il suo volto
ma un sorriso ancora vedo
che abbassava gli occhi il viso
e pioveva ancora e ancora
Ogni gesta ogni parola
nel silenzio si consola
si addormentano anche i sogni
ma non resto che a pensare
a un sorriso così dolce
come la sua timidezza
nel suonarle quattro accordi
la mia voce un po’ sguaiata 
e mi chiedeva le canzoni di Edroado
Cecco Cipo e un po’ codardo
gridai più forte di un bastardo Mainstream
Bianco Appino Mannarino
Beppe con il Mazzolino
e sguinzagliato l’animale
co co Contessa Io sono un cane
poi Vasco Brondi con un dolore esistenziale
Thegiornalisti in riva al mare
insieme allo Stato Sociale
le mani sul culo 
sul culo di Levante 
e poi Brunori senza un paio di mutande
al Teatro degli orrori la colpa è tua
se cago sangue
Firenze lo sai non è servito cambiarla - nel mentre tossì - 
la cosa che ho amato di più è stata l’aria 
lei disse solo un “ ah si ? ” poi aggiunse
“… i cantautori mi stracciano i coglioni “
Ma ogni donna ha la sua storia
ogni uomo è una vecchia gloria
la trovai un po’ per caso
quando non cercavo niente
non ricordo più il suo volto
ma ricordo che sorrise
lo disse prima sottovoce
poi finalmente si decise
i cantautori mi stracciano i coglioni 
Ho messo a letto i vuoti
dei nostri bei discorsi
sotto lenzuola fresche di bucato
e due cuscini rossi
per respirare meglio
accanto ai tuoi risvegli
lasciarti a bocca aperta
fingendo uno sbadiglio
se avessi dato retta a tutte le ragioni che
poi abbiamo consumato in fretta
sarei come un mozzicone al centro
della tavoletta a galleggiare dopo uno sciacquone  
ancora a galla e non altrove
e per il tuo stupore
restare
Non ti preoccupare
la zanzara altro ha da fare
quando sei con me
o meglio 
quando sono in te
quando sono in te
Non mi credi
eppure tu mi cedi
in quanto credi
come vedi
come vedi
Luna da me si è fatta avvicinare
lei è buona come il vino
ma io no io no io non sono un cagnolino
per questo è diffidente
alza la zampa solo quando ha fame
non puoi saziare il mio appetito  con le briciole di pane
quand’è carnale
quindi lasciarsi andare
a qualche cosa devi pur rinunciare
invece di sfuggire
ancora prima di capire
che manca poco all’imbrunire
che basta un niente per finire
Ma non ti preoccupare 
la zanzara vola ignara
ora è su di te
o meglio ora vuole me
Non mi credi
eppure mi concedi
i tuoi seni cedri
cosa chiedi ?
Vedi da me si è fatta accarezzare
è bastato un gesto della mano
il dorso avvicinare piano
al suo muso nero
oltre alla nicotina annusa quel mistero 
di un’escursione un po’ furtiva tra le pieghe del tuo velo
un fulvo cielo
ma per lasciarsi andare
a qualche cosa devo pur rinunciare
qualcosa può sfuggire
ancora prima di capire
che manca poco all’imbrunire
che basta un niente per finire
Ma non ti preoccupare
la zanzara è nella bara
ce l’ho messa io
stai più tranquilla 
ora punge Dio
ora punge Dio

La notte di San Silvestro
io me ne frego del contesto 
e me ne resto da solo
come un avanzo di salmone affumicato
dentro a un risotto mantecato
e un ricettario aperto a pagina ventotto
due ore dopo le otto
che non mi va di presenziare
e di strapparmi il labbro superiore
per mostrare a tutti gli incisivi
che coi miei vizi ho reso schivi e fluorescenti 
come questi astri nascenti 
ma in fondo son io che in questa notte ho i paraventi
sono le undici meno venti
E intanto fuori i primi botti
i primi scoppi come vetri rotti
qui tutto ha un costo aprite gli occhi
no qui non siamo nel paese dei balocchi 
qui è tutto un fumo e niente arrosti
questo è un paese che ci tratta come sciocchi
è ora di alzarsi aprite gli occhi
mezzanotte e tre
La notte di San Silvestro
mah si festeggerò lo stesso
con il dovere di brindare
e pisciare un fiume di spumante dozzinale
ho un nuovo anno da indossare
lo so ho un banale modo di vestire
ma il sarto mio
Sa rammendare 
e ricuce e scuce luce
al mio avvenire ovale 
e il filo è sogno è possibilità
senza lancette che segnano poi la metà
se me ne frego 
non l’hai capito amore 
perché tu non sei qua
senza lancette che segnano poi la metà
se me ne frego 
non l’hai capito ancora

Non mi basto più
lo vedi anche tu che 
non mi basto più
che non so neanche più ciò che voglio
che il cuore mio è un vuoto bagaglio 
e l’aria che respiro è più buona
da quando ho il polmone rosa
che ho smesso di fumare a dismisura
da quando sei la mia cintura
Non mi basto più
lo vedi anche tu che 
non mi basto più
che non sono più di quel che sono
sempre me stesso ma poi dal tuo riflesso domo
e al fiume verde spago mi consolo
come un attracco senza molo
sull’argine che sa di scolo
quando il cielo si fa scuro
Non mi basto più
lo vedi anche tu che 
non mi basto più
io solo io tutto io immorale
io l’amante ideale io leale
e allora perché ci sto così male
che non mi è più congeniale
se l’essere mio è un avere senza dare
che cosa mi rimane
un’ombra scura 
quant’è più luce
da calcare
si un’ombra scura
quant’ho più luce
da scavare
Non mi riconosco più
il mio equilibrio
sta per vacillare
perché non mi basto più
mi avrai per caso
fatto svalvolare
ma cosa dico
ma che parola inusuale
si te lo dico
mi hai fatto innamorare
L’incontro di un uomo e di una donna
è sempre davvero qualcosa di speciale
è sempre davvero un assalto frontale
che alle spalle ti assale
è come un cacciatore di sogni
un imbalsamatore di stelle
quando non splendono in terra
lasciando buchi nel cielo
Perché l’incontro di un uomo e di una donna
è qualcosa che va al di là di ogni convinzione 
al di là di ogni estrazione sociale
la condizione morale di un clericale
è il primo tratto dell’astrattista
è l’ambizione dell’apprendista
l’inarrivabile di un artista
“ quindi ti prego lascia stare non mi sembra il caso
di continuare e non vorrei finisca
questo mio eterno brancolare al buio del tuo inferno
per ritrovarmi al fondo di una lista
dall’universo quante stelle dista l’amore? “
L’incontro di un uomo e di una donna
è solo uno spostamento del cuore
al piano inferiore del ventre
e due scalini più in basso dove tutto si muove
è come un cecchino appostato
col mirino sul costato
di chi per primo ha ceduto
“ per ricordarsi che il peccato in fondo è originale
non stava certo a noi di rimediare
stringevi un cerchio all’anulare e poi dall’analista
ma uno straniero cosa vuoi capisca
dall’universo quante stelle dista l’amore? “

Adelio Adelio
questa notte voglio stare sveglio
Adelio Adelio
è già un secolo che sto dormendo
Andiamo a offrirci da bere
per ogni dolore c’è un sottobicchiere 
e vaffanculo al Dottore
finché il fegato regge le mie pene d’amore
Adelio Adelio
questa notte voglio stare meglio
Adelio Adelio
è già un secolo che sto piangendo
Poi barcollando giù in strada saltiamo sul dorso
di questo bisonte che ci ha soccorso
e affrontiamo le onde più scure e profonde
e tutto ciò che nasconde lasciamolo a fondo
tanto noi si galleggia sopra questa merda
non si può morire per una scoreggia
che se poi fa rumore è pure divertente
basta che sia trasparente e sana per l’ambiente
E con l’accento irlandese
intoniamo canzoni
nostalgiche e fiere
Adelio Adelio
questa notte lascio che sia il malto
Adelio Adelio
a spazzar via tutto il mio tormento
Facciamo un ultimo bagno di vita
che ci è sfuggita di mano che si è smarrita
e ci accompagna e facciamo ancora due passi
improvvisiamo una danza che sembriamo compassi
e cantiamo alla luna come fanno i cani
e sperperiamo fortune dalle nostre mani
che ora se c’è un domani non mi sembra vero
mica vuoi essere il più ricco del cimitero ?
Adelio Adelio
questo è il tempo che stiamo ballando
Adelio Adelio
nessuno a casa si sta preoccupando
E poi non ricordo bene cos’è successo
il Paese si stava svegliando adesso
e per fortuna che c’era scritto anche il tuo nome
sul campanello e la luna si congedava al sole
e cantiamo alla luna come fanno i cani
e sperperiamo fortune dalle nostre mani
che ora se c’è un domani non mi sembra vero
mica vuoi essere il più ricco del cimitero ?
mica vuoi essere tu il più ricco del cimitero ?

Quando esco io mi manchi tu
ma se ti manco io tu esci di più 
perché sei uguale a me
perché sei uguale a me 
Se te lo chiedo mi curi tu
ma se non me lo chiedi ti curo di più
perché sei uguale a me
perché sei uguale a me 
Se non stai in piedi cammini tu
ma se mi lasci a piedi cammino di più
perché sei uguale a me
perché sei uguale a me 
Meglio perderla che trovarla
una come te
meglio perderlo che trovarlo
altrettanto uno come me
Il tuo lavoro è diurno lo so
che se faccio il notturno mai più ti vedrò
perché sei uguale a me
perché sei uguale a me 
Ho pianto spesso per colpa tua
lo so ti ho esasperata la colpa è anche mia
perché sei uguale a me
perché sei uguale a me 
Meglio perderla che trovarla
una come te
meglio perderlo che trovarlo
altrettanto uno come me
Meglio perderla che trovarla
una come te
meglio perderlo che trovarlo
altrettanto uno come me
giù per Giu
E se ci siamo traditi è per fedeltà
e se ne usciamo arricchiti è per povertà
perché sei uguale a me
perché sei uguale a me 
perché sei uguale a me
perché ? perché ?

Hai il dono raro di una bellezza elegante
perfino se indossi un berretto discutibile da marinaio
quando i hai detto “ lupo di mare “
la tua promessa è come una stella da guardare
e mai seguire
Ma del mio cuore dimmi cosa devo fare
se ti spaventa la profondità del mare
non farmi male
non me ne fare più
ma 
tu vuoi farmela pagare
perché a terra non so stare
se un attracco è già salpare
vuoi ballare ballare ballare ballare
ma tu
che ogni goccia sei del mare
a chi mi vuoi già affidare
senza rotte per tornare ?
tu ti devi e mi devo e ti devi fidare di me
A cosa serve questo amore se non vende la canzone ?
invece tu e invece tu
quanti volti gli vuoi dare ora che gli hai tolto il mio ?
uno solo in più ti potrà già bastare ?
mi hai fatto male
non me ne fare 
ma 
tu vuoi farmela pagare
perché a terra non so stare
se un attracco è già salpare
vuoi ballare ballare ballare ballare
ma tu
che ogni goccia sei del mare
a chi mi vuoi già affidare
senza rotte per tornare ?
ti dovevi e dovevo e dovevi fidare di me

ma perché ti sei rovinata la faccia ?
Perché non disdegni come ti disegni
i soldi che guadagni le ore che ristagni
dentro gli uffici dai vetri smerigliati
dai grandi spazi immensi con brillanti impiegati
ma perché ti sei rovinata la faccia ?
e perché non mi presenti ai tuoi indumenti
dal quale non ti sleghi anche se li rinneghi 
ah ! i tuoi colleghi
le notti che mi neghi
ed io con che coraggio di te accetto un assaggio    
ma perché ti sei rovinata la faccia ?
e perché mi dici che dovrei fidarmi
quando poi mi disarmi perché sarei una panca
ah ! sotto la capra
che ancora non incanta
che non ti compra casa con un bel conto in banca
ma perché ti sei rovinata la faccia ?
Solita filastrocca del cattivo umore
che si scioglie in bocca come una Galatina
non mi resta che cantarla nella doccia
senti l’acqua fredda come scroscia 
E perché non hai trovato già un rimpiazzo
un lembo di uno straccio tanto non conto un cazzo
ah ! perché ti piaccio
ma ti sono d’impaccio nel caldo di un abbraccio
o quando faccio il pagliaccio
ma perché ti sei rovinata la faccia ?
e perché dovrei badare al mio futuro
quando tra noi è sicuro hai edificato un muro
che neanche a Berlino è stato più duraturo
ma se fosse di burro te lo spalmerei in culo
ma perché ti sei rovinata la faccia ?
Solita filastrocca del cattivo umore
che si scioglie in bocca come una Galatina
non mi resta che cantarla nella doccia
senti l’acqua fredda come scroscia 
e tu non sai quanto mi scoccia
l’acqua fredda che ora scotta
ma perché ti sei rovinata la faccia ?

Lei si riveste di speranze sotto al trucco
giovane donna che ora bada più alle spese
fine del mese e un affitto da pagare
muore nel frigo l’insalata
Giulia è pazza
Giulia è pazza a lasciare 
che tutto quanto 
vada a male
Ma che bella giornata
che bei fiori che bei colori
sai che m’importa se la chitarra
ha una corda rotta
mi vedo ancora 
a strimpellarla
su quel divano
poi l’allontano con la mano
Viveva come barche di carta mosse dal vento 
ci vuol talento ma una colata di cemento
le uscì dal cuore che poi smise di parlare
Ma che bella giornata
che bei fiori che bei colori
sai che m’importa se la chitarra
ha una corda rotta
mi vedo ancora 
a strimpellarla
su quel divano
poi scendo piano giù con la mano
Giovane donna che ne ha quasi una quarantina
di barche di carta
sparse in cucina
' Il caffè al distributore costa poco però è buono
specie quello alla Stazione ' e prese un treno che partiva
perché la portasse dove un po' di cielo le sfuggiva
dietro il vetro di una montatura fondi di bottiglia
occhi eterni di sua madre svaligiati dall'armadio
quattro taglie in meno ma ti stava addosso a meraviglia
seno mezzo pieno in fondo è come il peso di una biglia
solo il dentifricio per cambiarti l'alito al mattino
amore
sei un bell'amore di niente
' Controllore per favore non lo vede sta dormendo '
ma lui sembra non sentire e stringe in mano il suo blocchetto
dove son diretta chiede e ' la mia corsa è senza tempo
ferma solo nel rimpianto e in una raffica di vento '
amore
sei un bell'amore di niente
' Favorisca un documento dovrò farle un supplemento '
' Può sembrarle anche una scusa ma la biglietteria era chiusa
e il Ticket Fast fuori servizio '


Io non ti ho capita
certo quella sera tu cercavi una via d'uscita
ed io non soltanto un po' di riposo
per le mie cinque dita
ma dov'è finito l'entusiasmo
sembra appagato dall'orgasmo
stesi sull'accappatoio 
tagliente come un rasoio e freddo
perché invece era un sudario
mentre ti baciavo il collo
perdesti un attimo il controllo
Ascolta
io non ti ho guarita
anche se quella sera ce la siamo goduta
da troppo tempo desiderata
come se l'avessimo già vissuta
col maglione dolcevita
è assurdo che sia già finita
Se credi davvero che queste canzoni
possano ridarmi tutto 
come delle ricompense delle compensazioni
ma la verità è che non mi è rimasto niente
solo un po' di presunzione
per aver mentito dicendoti
che siamo come punti in sospensione
e tu mi hai dato anche ragione
si tu mi hai dato anche ragione
Io non ti ho capita
forse quella sera tu cercavi un'altra vita
ed io soltanto un po' di riposo
per le mie cinque dita
ma quale quale amica
ma quale quale amica
e ora mi sento come morire
e non potertelo dire
Se credi davvero che queste canzoni
possano ridarmi tutto 
come delle ricompense delle compensazioni
ma la verità è che non mi è rimasto niente
solo un po' di presunzione
per aver mentito dicendoti
che siamo come punti in sospensione
e tu mi hai dato anche ragione
si tu mi hai dato anche ragione
quando eri tu la mia ragione
Non so più che cosa fare
niente stelle da imbucare
via via
da questo eterno temporale
mi ci vorrebbe un'astronave per sparire
sono andato dal dottore
per farmi l'ultima iniezione
via via
da questo girone infernale
dal mio stato confusionale
fate silenzio per favore 
siete davanti a un funerale
Giu
dentro il letto e non mi alzo più
nello specchio Giu dietro l'orecchio
Giu nel sesso Giu nel petto
nella tazza di un espresso
Giu
giuro che non mi riprendo più
Se mi fotografi le vene
potrebbe darsi che stia bene
via via
da questi inutili sensi di colpa
mia madre è l'unica che mi sopporta
e con la musa al posto di un motore
ho centrato un palo e perso la ragione
via via
non ho staccato l'acceleratore
quando il suo nome mi ha fermato il cuore
fate attenzione per favore
non sono mica un grande attore
Giu
nelle cicche che non conto più
Giu con gli amici che c'hanno perduti
Giu nella gola nei polmoni
Giu negli amori fottuti
Giu
giuro che non mi ripiglio più